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Aspetta primavera, Bandini by John Fante

Posted On February 25, 2017 at 1:23 pm by / Comments Off on Aspetta primavera, Bandini by John Fante

By John Fante

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Best contemporary books

Never Mind the Pollacks: A Rock and Roll Novel (P.S.)

Crucial record within the historical past of rock 'n' roll because the liner notes to Killroy was once right here. (This paperback features a new P. S. part with writer interviews, insights, gains, recommended readings, and extra. ) by no means brain the Pollacks, the 1st novel from acclaimed slapstick comedian Neal Pollack, is an epic historical past of rock-and-roll instructed during the eyes of 2 rival rock critics.

Sag's nicht weiter, Liebling

Emma Corrigan scheint vom Pech verfolgt. Alles in ihrem Leben geht schief, und jetzt auch noch das: Sie sitzt in einem von Turbulenzen geschüttelten Flugzeug und sieht ihr letztes Stündlein gekommen. In Panik legt Emma eine dramatische Lebensbeichte ab: Jedes Geheimnis, jede jemals geäußerte Lüge bricht aus ihr heraus.

And One Last Thing ...

"If Singletree’s simply florist didn’t carry her posies half-drunk, i would nonetheless be married to that floor-licking, scum-sucking, receptionist-nailing hack-accountant, Mike Terwilliger. " Lacey Terwilliger’s surprise and humiliation over her husband’s philandering urged her so as to add a few bonus fabric to Mike’s corporation publication: lovely Technicolor descriptions of the targeted model of "administrative help" his receptionist provides him.

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Lui intuì e strinse i denti disgustato. “Sapeva” che sua madre voleva spedirlo dal salumiere. Era una gran fifona, proprio una gran fifona e preferiva passare la mano a lui, piuttosto che affrontare Craik. La sua voce aveva quel tremore particolare che si manifestava al momento di andare dal salumiere. Arturo cercò di cavarsela fingendo di non aver sentito, ma lei insistette a chiamarlo fino a che lui non fu sul punto di mettersi a urlare e il resto della banda, ipnotizzata dal tremore nella voce di quella donna, non smise di tirarsi palle di neve per fissare Arturo, implorandolo in silenzio di far qualcosa.

Cinque minuti dopo avanzò di due. Un istante più tardi si spostò di nuovo. A poco a poco, guadagnando due o tre file per volta, s’avvicinò allo schermo illuminato, fino a ritrovarsi in prima fila, da dove non poteva più avanzare. E restò lì, col collo rigido, il pomo d’Adamo in fuori, quasi costretto a guardare il soffitto, mentre Gloria Borden e Robert Powell recitavano “Love On the river”. In un attimo si trovò sotto l’incantesimo di quella droga di celluloide. S’era messo in testa che il suo viso assomigliasse straordinariamente a quello di Robert Powell, ma era altrettanto certo che il volto di Gloria Borden somigliasse in modo incredibile alla sua meravigliosa Rosa: perciò si sentì subito a suo agio, scoppiando a ridere fragorosamente a ogni battuta spiritosa di Robert Powell e rabbrividendo di piacere ogni qual volta Gloria Borden dava fondo a tutta la sua passionalità.

Era già pesantemente addormentato, il viso riverso da una parte, la bocca aperta. August, bocconi, fissava senza espressione la bocca di Federico e pensava che, una volta ordinato sacerdote, sarebbe stato sicuramente assegnato a una parrocchia ricca, dove avrebbe potuto cenare sempre a base di pollo. Maria si lasciò cadere sulla sedia a dondolo accanto alla finestra. Lo scricchiolio familiare delle sue ginocchia indusse Arturo a spostarsi seccato. Lei cavò il rosario da un tasca del grembiule. Chiusi gli occhi scuri, cominciò subito a muovere le labbra stanche, un sussurro intenso e percepibile.

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